Sono nato in una gelida mattina d’inizio primavera, in ritardo di quasi un mese rispetto ai tempi previsti, poiché già allora mi ero reso conto che questo mondo non era un bel posto in cui venire.
I medici avevano fretta di farmi nascere, visto il mio ritardo, e la fretta divenne agitazione quando si accorsero che il cordone ombelicale si era arrotolato attorno al mio collo e rischiava di soffocarmi. Fu questo il mio ultimo, disperato tentativo per evitare di nascere: suicidarmi quand’ero ancora nel ventre materno!
Vista la mia inesistente collaborazione, i medici mi estrassero dall’utero materno mediante un qualche strumento dal nome a me ignoto: così mi agganciarono per la testa e mi tirarono fuori. Per agevolare l’operazione, un’infermiera si sedette sulla pancia di mia madre, per fare forza e spingermi fuori. La trazione tramite il suddetto attrezzo mi provocò una leggera deformazione del cranio, per fortuna poi rientrata; questo spiega perché, nelle mie fotografie da neonato, la mia testa ha una strana forma oblunga, vagamente aliena.
Insomma, io non sono venuto al mondo, ci sono stato trascinato a forza.
E finora ci sono rimasto per trent’anni.
Con quali esiti, viste le premesse, immaginatelo un po’ voi.
secondo me tu dovresti stare più a contatto con gli altri. Le cose sono due:
1) O non sei normale;
2) Hai dei seri problemi nel relazionarti con gli altri
Io non ti conosco e potrei sembrarti azzardatat e sfacciata, ma secondo me tu hai un problema di comunicazione con il resto del mondo.
Rispondimi con sincerità:
Hai amici? Hai una ragazza?
marta
ciao eremita fobico, sono capitato sul tuo blog per caso.
Devo dire che c’è roba interessante.
Cavolo certo che sei un tipino parecchio eremita!
a presto…
@marta
Non sono normale (per fortuna) e ho seri problemi nel relazionarmi con gli altri. Tra le tante fobie che mi accompagnano dagli albori della mia vita la principale è senza dubbio l’antropofobia. Col tempo mi sono chiesto se davvero ho paura della gente, o se semplicemente non mi interessa socializzare. Probabilmente entrambe le cose. Ho pochissimi amici, ma son tutti, in un modo o in un altro, esseri umani straordinari. In più nella mia vita c’è una persona speciale. Questo mi basta. Non mi importa affatto di conoscere altri milioni di persone.
@rob
Grazie, spero di continuare a scrivere roba interessante
grazie, sinceramente da come scrivi, non pensavo tu mi rispondessi. La mia è stata più che curiosità provocazione.
Ho avuto un senso di rabbia quando ho letto tutto ciò che scrivi di “cupo”.
Sono felice per te che tu abbia una persona speciale nella tua vita.
Ritengo che non importi conoscere il mondo intero, ma è sufficiente avere dei veri amici.
marta
@marta
Cosa è la normalità per te?
@asd
Bella domanda. La normalità, almeno per me, si ha quando non si esce troppo dagli schemi generali.
Non so dare una definizione precisa di normalità, però so bene che essere normali non va confuso con “divenire come la massa”.
Windred
Ciao eremita, anch’io son un pò simile a te… nel senso che odio stare in mezzo alla gente, anche se x lavoro mi tocca farlo spesso con molta difficoltà. A dispetto dei miei 19, quasi 20 anni nn sono mai stata in discoteca come i miei coetanei, il sabato sera me ne sto a casa a guardare la tv od ad ascoltare musica, eppure nn è perché non ho le occasioni x uscire, anzi, sai quante volte mi hanno chiesto di uscire e io ho tirato fuori sempre 1000 scuse x evitarlo(anche se a volte ho dovuto andarci), ma nn so nemmeno una nerd, infatti ho smesso gli studi,… il fatto è che la gente mi mette a disagio e mi sento meglio quando sono sola. Eppure a guardarmi da fuori sembro una ragazza normale, nn so se lo sono o no… in contrasto con questo ho un grande desiderio, incontrare la mia anima gemella, che mi capisca e con cui passare la mia vita. Con la vita che faccio io è cmq difficile trovarla, ma io ci spero.
Ora ti saluto caro eremita e ti lascio alle tue riflessioni.
S.
@windy
. Non ho mai capito cosa ci fosse di bello nelle discoteche: le rare vole in cui ci sono stato ho rischiato di morire per la noia e per il rumore. Secondo me se uno vuole avere un assaggio di com’è l’inferno basta che metta piede in una discoteca.
Alla tua età ero come te… beh, non è che ora sia cambiato di molto
Credo che star bene da soli non sia un problema. Nella vita non c’è affatto bisogno di conoscere e frequentare mille persone nuove al giorno, basta un’unica persona speciale più due o tre amici fidati per stare bene. Il discorso è diverso se parliamo di antropofobia, di paura di uscire di casa perché fuori c’è troppa gente e questo mi terrorizza.
Ti auguro comunque ti trovare la tua persona speciale. Se l’ho trovata io, c’è speranza per tutti
Amico mio io sono nato nello stesso modo.
Lo strumento col quale ci hanno agganciato la testa per tirarci fuori si chiama forcipe e nostri colleghi più sfortunati hanno riportato danni cerebrali che li accompagneranno per tutta la vita.
Tutto sommato se stiamo qui a scrivere e a confrontarci in maniera più o meno ragionevole possiamo dirci contenti.
Ci accomuna anche la vocazione da eremiti.
Che sia il seguito naturale della resistenza che abbiamo opposto alla nascita?
@deneb
Grazie per avermi detto il nome di quell’esiziale strumento. Non stento a credere che potesse provocare danni cerebrali.
Sono convinto che un parto traumatico faccia passare al bambino la voglia di stare al mondo. Ed io sicuramente ne avevo già pochissima ancor prima di nascere. La vocazione eremitica è quindi senza alcun dubbio una conseguenza naturale e comprensibilissima.
Ho passato la mia vita a lavorare per la gente e a risolvere i loro problemi, quando ho avuto bisogno io mi sono trovato in mezzo al deserto. Solo il mio cane è rimasto solidale con me, ora è morto. Piano piano ho imparato ad amare gli animali e ad ignorare gli uomini, per quanto possibile.
ora a 55 anni suonati dopo quaranta di lavoro sogno di ritirarmi in una baita in montagna con quattro pecore un cane e un cavallo e finalmente dedicarmi al mio spirito.
Eremita sei forte continua così.
@vittorio
Per quanto mi riguarda credo che prima di ritirarsi dal mondo ci si debba vivere parecchio. La vita eremitica deve essere una scelta dettata da un’esigenza dello spirito, non una fuga da un mondo che ti spaventa, che ti ha deluso, che ti ha ferito. Credo che si sia pronti per ritirarsi dal mondo solo quando ci si è fatto la pace, si è imparato ad accettarlo e si è capito come starci. So che può sembrare paradossale, ma temo che sia così. Dico temo perché per me si tratta di un’impresa a dir poco titanica, dato che mi sento sempre alieno in terra aliena e in perenne conflitto col mondo. Naturalmente questa è solo la mia personalissima opinione
Mica male il tuo programmino. Prima che una persona speciale entrasse nella mia vita, pensavo che avrei passato l’ultima parte della mia vita da solo in un eremo sperduto tra le montagne. Ora non ne sono più tanto sicuro
Molte persone sono come te, soltanto non hanno il coraggio di ammetterlo neppure a se stesse. Il tuo modo di esistere è questo, ed è giusto così. Ciao. Fabrizia
Eremita.. è probabile che sei semplicemente introverso! Come lo sono io.. e prima di capirlo sono passato per mille paranoie credendomi chi sa quale essere abominevole!! Sociofobico, misantropo, antropofobico ecc… in realtà semplicemente introverso! Nota che essere introverso non significa come viene comunemente pensato essere chiuso, timido, asociale, scontroso o peggio (è vista anche come una sorta di malattia).. Questa è una definizione data da un mondo, quello attuale, fatto purtroppo ad hoc per gli estroversi! E aggiungo che le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti..
L’introversione identifica invece un tipo di carattere che ha radici genetiche ed è ben definibile! Adesso in internet si posso trovare numerose fonti e stanno inoltre nascendo gruppi di sensibilizzazione perchè ovviamente chi è introverso non ci sta molto bene in questo mondo… consiglio una visitina a http://www.legaintroversi.it/ ma anche al sito del suo fondatore http://www.nilalienum.it/ e ad uno dei primi articoli che ho trovato sull’argomento durante le mie ricerche iniziali http://www.psyche.altervista.org/introversione.htm! Magari non lo sei.. magari ti si apre un mondo! Ciao
carissimi, il vostro desiderio di isolarvi dal mondo in cui viviamo credo sia normale…stiamo vivendo in un’era che ricorda molto il periodo dei Padri del deserto, subito prima di sant’Agostino, per intenderci, in cui si ritorna all’isolamento… sono le contrazioni di una società che probabilmente è stufa di non fare i conti con la propria anima…
Smettetela quindi di pesare a Ferud e alle stupidaggini infinite che per cento anni ci ha propinato, andate in una libreria Cattolica ed acqustate la Bibbia di gerusalemmme…
Nel vostro isolamento,incominciate a leggere e troverete la soluzione a tutti i vostri problemi…
Io ne sono uscita così e sappiate che i miracoli esistono…
Buon Cammino, alla ricerca del pianeta più bello dell’universo…il Gesù che è dentro di voi!
angelfree, 33 Messina
into the wild.
ho 30 anni, ho un compagno che amo, vena artistca coltivata ma che non mi dà i soldi per vivere.corsi di grafica per avere un lavoro ke non trovo. il fatto è ke tutto ciò lo faccio solo per me stessa. anche l’arte per me a questo fine.unilaterale.ogni cosa nasce sublime e poi si smerda per i soldi, ke sono la nostra merce di scambio.
Vivere al di fuori degli schemi del capitalismo. scelta coraggiosa o vile?
una persona ke stimo è mauro corona.
io devo trovare un giusto equilibrio.MI chiedo se a 30anni è tardi? (30 per modo di dire ne dimostro sì e no 25)
Ma se la vita è materia modellabile perchè, cosa mi impedisce di stravorgerla?
Se io ora esco di casa saluto e me ne vado, racimolo i soldi e vado in Alaska, come Christopher McCandless, e come altre persone hanno fatto e continuano a farlo?
probabilmente verrò divorata da un orso, ma ho avrò sperimentato la libertà, l’assenza di regole sociali. Non più società, solo respirare, mangiare, bere ,dormire,evaquare.
Prima di partire devo imparare a cacciare e a fare il fuoco.
Mi compro un arco e poi devo imparare a fare le freccie.Imparerò.
Tanta evoluzione per vivere meglio per poi dimenticare come sopravvivere . ke fessi.
dersu uzala sei una grande!
eremita non ti curar degli altri ma guarda e passa…
ciao! appena ho letto il tuo blog ho pensato ” cavolo sembro io”..Anche io sono nata come te…stavo morendo e i miedici chiesero anche a mio padre di scegliere tra la moglie e me(scelse la moglie ma io sono sopravvissuta). Odio la gente, non mi trovo bene in mezzo a loro ma solo con mio marito che è identico a me…la pensiamo uguale per fortuna!!! Hai un bel blog, lo frequenterò di sicuro!!!
che eremita del cazzo sei se ai un blog su internet
Ho letto questo blog, eremita. Ho apprezzato la brevità dei post. Adoro la sintesi quando leggo, mentre adoro essere logorroico quando mi confesso, con me stesso o gli altri. Leggevo di voi eremiti che avete delle persone speciali. Io sono eremita anche se il parto di mia madre è filato liscio. Una volta credevo nella lotta politica, divoravo i giornali, i tg, odiavo Berlusconi, odiavo le aziende come la Lidl, mi fregava delle baleniere, del sushi e delle petroliere, guardavo con interesse a fenomeni come la fusione fredda e le scie chimiche. Ero un perfetto comunista fancazzista paranoico complottista, come direbbe un leghista cresciuto a carne di maiale e stronzate elettorali.
Insieme a tutto questo, mi sono laureato in ingegneria con una votazione superiore a 100, in una delle facoltà italiane più rinomate, segno che l’istruzione in Italia sta andando a quel bel paese.
Ora sono alla ricerca di un lavoro, mi sto illudendo che ciò che farò mi piacerà ancor più di masturbarmi, ma so che è mera illusione. Ora mi curo solo di me stesso, me ne frego delle balene e di Berlusconi… basta solo che riesca a illudermi che la crisi è finita, e per me può rendere legale la prostituzione a Villa Certosa, autoridursi le tasse, assegnare gli appalti a chi gli fa più favori. Ragiono così perchè ho bisogno di credere in qualcosa, forse mi renderò schiavo di qualche setta in cambio della loro protezione.
La mia persona speciale non è più vicino a me perchè a volte la vita sconfigge i sentimenti più forti. Avevo trovato un’altra persona speciale, ma non è LA persona speciale, parliamo due linguaggi diversi ed è un peccato, perchè potrebbe darmi tanto.
Quando esco, unisco un sorriso naturale e buone battute, metto a mio agio chiunque cerchi di essere aperto con me. Ho anch’io due-tre amici fidati, ma non mi danno qualcosa in cui credere, mi danno qualcosa in cui rifugiarmi temporaneamente. Poi si torna nel mondo, si torna a macinare numeri, si torna a dialogare con tutti anche se vorresti farlo con una sola persona. E si deve dimenticare che non si crede in nulla, oltre al dovere.
Un caro saluto