Vi muovete intorno a me. Crescete… forse sarebbe meglio dire invecchiate. Vi sposate. Procreate. Correte forsennati da una parte all’altra. Mentre io me ne sto qui fermo a chiedermi chi cazzo sono e dove cazzo devo andare.
Siete treni che seguono il loro binario, senza sapere dove porti e perché lo si debba percorrere. Ma non importa. Se sei un treno, segui il binario, è così che deve essere.
Io invece sto qui e mi domando: “Ma perché bisogna seguire questo binario? Perché bisogna andare da questa parte? E se volessi andare di là? E poi perché devo essere un treno? Se volessi essere una bicicletta? O un sottomarino?”
Io sono un treno che ha deragliato prima ancora di partire.
Così sto qui, seduto su una panchina della stazione, a guardare treni in partenza che si allontanano e treni in arrivo che si avvicinano, treni vecchi e scassati che vengono rottamati nei depositi e treni nuovi e luccicanti che escono dalle fabbriche. E mi chiedo chi cazzo sono e dove cazzo devo andare.