«Voglio diventi una persona normale!» è solito dire mio padre riferendosi a me. Non vedo cosa ci sia di così bello nell’essere normale. Certo, io sono pazzo, lo so benissimo e lo riconosco senza alcun problema. Ma anche i normali sono pazzi.
La normalità è solo la forma più diffusa di pazzia.
Quindi diventare normale significherebbe solo cambiare tipo di pazzia. Quale progresso c’è in questo? Bisogna aspirare alla sanità mentale, non certo ad essere pazzi in un altro modo.
Certo, riconosco che essere normali possa rendere più facile vivere in questo mondo, dato che esso è stato creato dai normali ed è quindi folle come loro. Così come essere nazisti nella Germania degli anni trenta avrebbe reso estremamente più agevole vivere in quel paese. Ma essere nazisti è giusto?
Comprendo che se mi dedicassi anch’io alla venerazione della Santissima Trinità “Casa-Lavoro-Famiglia” mi sarebbe forse risparmiato il destino di solitudine e sofferenza che invece mi si prospetta.
O forse no. Forse patirei lo stesso.
Ogni volta che provo a votare la mia esistenza alla Santissima Trinità della Normalità, una vocina, tenace e fastidiosamente insistente, mugugna nel fondo della mia anima: «C’è solo questo? È tutto qui quel che può esserci nella vita? Solo questo?».