Entomologia=Teologia?
27 Settembre 2007 di Eremita fobico
Perché nella favola che ho scritto qualche giorno fa il Sommo Dio dell’Universo è proprio un moscerino?
Un giorno in cui, prostrato dal dolore dell’anima, vegetavo abbattuto sulla poltrona, incapace di fare e pensare, il mio sguardo si soffermò per caso su un moscerino che serafico camminava sul monitor del mio computer. Lo osservai per un po’ e mi ritrovai ad invidiarlo: “Beato te, che non hai problemi! Non ti devi preoccupare di niente, non hai responsabilità, non devi rendere conto a nessuno. Tu sì che sei tranquillo e felice!”. Passai interi minuti a desiderare di essere anch’io un moscerino. Poi mi riscossi finalmente dal mio torpore, un po’ di linfa vitale tornò ad alimentare il cervello e pensai: “Ma com’è possibile che io, un uomo, invidi una creatura così insignificante? Io ragiono, ho dei sentimenti, rappresento una specie che, nel corso della sua storia, ha creato l’arte, la poesia, la filosofia, ha costruito meraviglie architettoniche… È stata sulla Luna! Como posso invidiare una creatura palesemente inferiore a me?”. Eppure l’avevo fatto. E allora mi chiesi: “Ma se un uomo può invidiare un moscerino, se una creatura superiore può invidiarne una inferiore, magari allora, ogni tanto, può anche capitare che Dio invidi noi uomini…”.
Quasi me lo immagino, Dio, rivolgere lo sguardo verso il nostro pianeta e sospirare: “Beate voi, misere creature, che potete passare le vostre brevi vite senza troppe preoccupazioni. Non siete oppressi come me dall’eterna responsabilità di dover mandare avanti infiniti mondi in infiniti universi. Quanto vorrei essere come voi, occuparmi solo di me stesso e dei miei piccoli affari, e poi trovare infine sollievo e riposo nella morte”.
Se Dio invidia l’uomo, e l’uomo invidia il moscerino, ne consegue che è il moscerino il vero Essere Supremo dell’Universo, quello sommamente beato e felice, per nulla toccato dalle tribolazioni del mondo, al cui posto tutti vorrebbero trovarsi.
Mi sovviene un ricordo del liceo. Una mattina il professore di filosofia ci portò il suo “tesoro”, una copia settecentesca della Scienza nuova di Giambattista Vico. Aprì quel prezioso volume sulla cattedra, e ci chiamò tutti intorno ad ammirarlo. Nel frattempo teneva la sua lezione sul filosofo napoletano. L’unica cosa che mi ricordo di quel giorno è una mosca che, impertinente, si posò su quelle antiche pagine e stette tutto il tempo a pulirsi le zampine. Usare uno dei più alti prodotti dell’ingegno umano come propria toilette è uno sberleffo di cui può essere capace solo un Essere Supremo.
E rammento tutte le volte in cui i fastidiosissimi ronzii delle zanzare mi hanno tenuto sveglio nelle notti d’estate, e quanto poco riuscivo a combinare il giorno dopo per la stanchezza. Non è anche questo lo sberleffo di un Essere Supremo?
Nelle note ad un suo racconto (purtroppo non ricordo quale), Philip K. Dick rivela (cito a memoria): “Ho scritto questo racconto quando una mosca mi è passata ronzando vicino ad un orecchio e mi è sembrato che mi stesse prendendo in giro”.
Se fosse davvero così? Se gli insetti fossero i veri Esseri Supremi dell’Universo, dispettose divinità che si divertono a farsi beffe di noi?
Ho sempre avuto la sensazione che Dio mi odiasse e ce l’avesse con me, e adesso forse ne capisco finalmente il perché. Io odio gli insetti. Mi fanno schifo, ho la fobia dei ragni, e quando vedo una zanzara le do la caccia finché non l’ho schiacciata, anzi disintegrata. Se gli insetti sono le vere divinità superiori, allora non fanno altro che vendicarsi nei confronti del sottoscritto.
ò.ò sbalordirto XD